Fammi godere
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«Fammi godere, Alessandro.»Le parole mi sono uscite dalla bocca, audaci, cariche di una sfida bruciante.«Agli ordini, bambola mia», mormorò lui, infilando il suo cazzo dentro di me.Quando una assistente personale si azzarda a offrire il proprio aiuto per cose… che non hanno niente di professionale, deve sapere che sta giocando con confini molto più pericolosi di quelli di un semplice impiego.Io, Clara, lo sapevo. Vedevo Alessandro Duvall come l’ultima fortezza da conquistare, l’enigma definitivo. Il mio piano era limpido: varcare la porta del suo ufficio, spezzare il suo controllo con un sorriso, e prendere ciò che desideravo da così tanto tempo. Una vittoria carnale, rapida, folgorante.Credevo di aver previsto tutto. La gonna a matita, la camicetta trasparente, ogni parola calcolata. Credevo di dirigere la danza.Non avevo previsto che il fuoco che accendevo avrebbe consumato anche le mie difese. Né che un semplice gioco di seduzione si sarebbe trasformato in un patto di menzogne, in un contratto dove i nostri cuori avrebbero finito per firmare clausole che non avevamo mai letto.Sono entrata nel suo ufficio da cacciatrice. Ne sono uscita sconfitta, umiliata, licenziata. Ho creduto che fosse la fine.In realtà, era il primissimo passo in una trappola molto più grande. Una trappola che abbiamo tessuto insieme, filo dopo filo, fino a quando la distinzione tra menzogna e verità, tra desiderio e amore, tra accordo e destino, è diventata impossibile da distinguere.Ecco come ho perso il mio lavoro, guadagnato un marito, e scoperto che le cose più belle a volte nascono dagli errori di giudizio peggiori.
Unfold
CAPITOLO 45
IL PUNTO DI VISTA DI CLARA
Un istante, le sue dita sfioravano ancora la mia nuca, tracciando motivi invisibili sulla mia pelle come se cercasse di incidere il suo nome nella mia carne, e l'istante dopo, le sue mani si erano chiuse sui miei fianchi con quella possessione che mi faceva sempre rab……
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