LA MIA VERGINITÀ VENDUTA AL SIGNORE DELLA MAFIA
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Si dice che il diavolo indossi un abito a tre pezzi. Il mio portava un anello con un leone d'oro, simbolo della mafia Ricci. Fu in una notte di fuoco e cenere che la mia vita cambiò. Mi chiamavo Alaya, ed ero solo una ragazza tra tante, nata nei vicoli di un quartiere dove la povertà ti avvelena dalla culla. Mia madre malata aveva solo me... e i debiti. Quella sera vennero. Hanno bussato alla porta. Tre uomini in nero. Non una parola, solo una busta e una frase gelida:— "Tua figlia è ancora vergine, vero? Il padrone lo paga caro. »Non avevo scelta. Si chiamava Santino Ricci. Freddo. Magnetico. Pericoloso. Il capo di una delle famiglie più potenti d'Italia. Mi guardò come si guarda un bene prezioso. Poi ha detto:— "Sarai mia moglie. Non importa come ti senti. »E ho firmato la mia sentenza. Questo matrimonio non era un'unione... ma una gabbia dorata. Ho imparato a sopravvivere tra i serpenti. Ho visto persone morte. Ho visto il sangue. Ho sentito le grida di ragazze che, come me, erano state vendute. Ma quello che non si aspettavano... era che la fanciulla distrutta avrebbe finito per mordere.
Unfold
Capitolo 114
DAL PUNTO DI VISTA DI SANTINO
Il silenzio ricade. Pesante. Soffocante. Come l'aria prima del temporale.
Mi giro verso Elias. La mia Beretta alzata. La canna puntata direttamente sulla sua fronte.
I nostri sguardi si incrociano. Un'ultima volta. Nei suoi occhi, non ved……
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