Badilonia è uno strano Paese, i cui abitanti non sono capaci di fare seri programmi per il futuro, confidano nei santi che al momento buono sapranno proteggerli oppure nell’uomo forte inviato dalla Divina Provvidenza.Il romanzo racconta le imprese di Ulrico Velkemberg, generoso avventuriero, attore mancato, stratega visionario, appassionato condottiero che con baldanzosa furia incrocia ben due guerre mondiali.Nei suoi molteplici vagabondaggi, accompagnato da un mulo saggio e da un intelligente mastino, si imbatte in personaggi storici e letterari, vivendo intrighi spionistici e sentimentali, avventure fantastiche, magiche, epiche, irreali. Egli cerca, con scarsa fortuna, di porre rimedio alle numerose carenze e ottusità insite nel carattere dei suoi compatrioti, guidato comunque da una speranza, che l’Umanità si svegli un giorno, un poco migliore e in pace. Nonostante i suoi sforzi, però, non riesce a evitare i disastri: la disfatta di Gebrochenkopft, la caduta della città di Montenervoso, il trionfo del borioso Crapapelada, e del suo alleato, il crudele Baffetto Irto. Il suo sogno è vano: le sue imprese saranno dimenticate da tutti, anche dai libri di storia. Le dure lezioni della realtà finiranno tuttavia per trasformare l’aristocratico avventuriero in un altro uomo, più vicino all’assurdo popolo di Badilonia.Un’esplosione di fantasia, personaggi e satira. Rolando Guerriero ci fa ridere e sorridere, ci fa pensare e ci restituisce un po’ di leggerezza d’animo.
Non solo un ritratto di famiglia, il nuovo libro di Rolando Guerriero, quanto lo spaccato di un’epoca, i primi decenni del Novecento, e con esso il tentativo di salvaguardare un patrimonio culturale che nell’era digitale rischia di andare perduto per sempre. Un caleidoscopio di parole, aneddoti, brevi racconti, momenti di vita quotidiana amalgamati ai suoi ricordi di bambino e adolescente.Indifferenti alle più elementari nozioni di geografia, gli abitanti del versante emiliano dell’Appennino si consideravano lombardi e così, dunque, anche i parenti materni dell’Autore. Le loro gesta, speranze, affanni rivivono nelle parole della madre che racconta al figlio storie e favole di quel mitico popolo degli antenati lombardi, gli narra della vita avventurosa del padre, dei sacrifici che tutta la famiglia - grandi e piccoli - aveva affrontato per arrivare a piantare le loro radici nella più fertile terra della pianura pisana. La giornata dell’Autore era piacevolmente punteggiata da incitamenti ed esortazioni in dialetto lombardo che derivavano appunto da storielle tramandate da generazione a generazione oppure da piccoli fatterelli accaduti al nonno durante il suo faticoso periodo di apprendistato come garzone oppure ancora quando faceva il carbone nella macchia. Quasi tutte avevano una loro morale e un loro significato, rispecchiavano la filosofia della vita di onesto e duro lavoro di quella gente.Un libro genuino e fresco che parla al cuore del Lettore, di ogni età.
Rolando Guerriero ricorre a un espediente letterario, di grande tradizione, ovvero il rinvenimento di un manoscritto nel doppio fondo di una vecchia scrivania acquistata in un mercatino dell’artigianato a Lucca da un giornalista per raccontare i tragici avvenimenti bellici degli anni 1943, 1944 filtrati attraverso gli occhi innocenti di un giovane balilla livornese.Benito, dodici anni, figlio di una camicia nera, annota e commenta nei suoi diari, con un linguaggio scorretto ma vivace, i suoi pensieri e i suoi sentimenti mischiando vicende personali e fatti storici. Costretto a sfollare nella campagna pisana e poi sulle montagne lucchesi, si confronta con un mondo a lui sconosciuto: quello contadino, fatto di persone semplici e analfabete, dichiaratamente antifasciste che lo costringe a riflettere sulla vanità della guerra. I diari si interrompono bruscamente, in coincidenza con una incombente rappresaglia nazista, facendo scendere, apparentemente, una cortina di mistero sul destino del giovane. Ma non a caso il rinvenitore del manoscritto è un caparbio giornalista deciso a scoprire cosa è accaduto a Benito Ucciadi, balilla livornese.Rolando Guerriero nasce a Pisa il 15 gennaio 1935. Si laurea in Scienze Agrarie nel 1960. Successivamente svolge attività di ricerca e insegnamento (Viticoltura e Frutticoltura) presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Pisa. In tale contesto ha l’opportunità di conoscere alcune stupende figure del mondo contadino, ormai in via di scomparsa, e di apprendere da loro impagabili lezioni di saggezza e di vita. Dopo il collocamento a riposo (2005) inizia a mettere su carta i ricordi della sua infanzia e si aggiudica con i suoi racconti molti premi, tra cui nel 2009 la I ed. del Premio di Memorie “Uliano Martini”, pubblicando “Da estate a estate: un anno da sfollato” nel volume Tempi di guerra, Edizioni ETS. Con il romanzo I quaderni nascosti del figlio del repubblichino ha vinto la VII edizione del Premio Letterario Giovane Holden.
Dear Reader, we use the permissions associated with cookies to keep our website running smoothly and to provide you with personalized content that better meets your needs and ensure the best reading experience. At any time, you can change your permissions for the cookie settings below.
If you would like to learn more about our Cookie, you can click on Privacy Policy.